Mangiare vegetale: da dove partire?

La mia esperienza 

Ho iniziato ad avere uno stile di vita sostenibile nel 2019 e sono andata per gradi.

Ho adottato piccoli gesti nel quotidiano, senza grandi stravolgimenti. Anche il mio approccio alla cucina vegetariana è stato graduale. Prima ho tolto la carne, dopo aver letto l’ennesimo articolo in cui si approfondiva il suo impatto ambientale, poi ho tolto il pesce. Ammetto che il documentario Seaspiracy è stato un punto di svolta.

Vedere tutti quei pesci catturati per sbaglio, quella biodiversità perduta e tutte quelle microplastiche vagare nei nostri oceani non è stato bello: chiudere gli occhi dopo tutto questo è stato impossibile per me. Prima di eliminare del tutto carne e pesce ho fatto un ulteriore passaggio intermedio, iniziando a mangiare prodotti più sostenibili.

Nessun cambiamento drastico quindi: non ho rinunciato a carne e pesce contemporaneamente – considerando che da più di vent’anni ero abituata a mangiarli regolarmente. È stato un cambiamento di abitudini lento e graduale. Ho provato a cambiare lentamente il mio punto di vista, vivendo in modo più sostenibile.

Prima di togliere la carne e il pesce ho deciso di confrontarmi con la mia nutrizionista: mi ritengo una persona abbastanza scrupolosa, e volevo essere sicura di integrare correttamente tutte le proteine, ma non solo, volevo approfondire il tema. Per me è stato un passaggio fondamentale: sono una grandissima fan del “fai da te”, ma non quando si tratta di salute.

Mangiare vegetale.

Vegetariano e vegano non sono sinonimi di Sostenibile

Premessa

  • Vegetarianə: chi consuma alimenti di origine vegetale e i derivati animali (uova, latte, miele…).
  • Veganə: chi consuma solo alimenti di origine vegetale. 
  • Pescetarianə: chi non mangia più carne ma consuma ancora pesce.

Reminder per mangiare vegetale

Essere vegetarianə, veganə o pescetarianə, non ti rende in automatico sostenibile.

È vero, chi non mangia più carne o pesce sicuramente sta facendo un grosso passo verso la sostenibilità, ma ce ne sono anche altri – apparentemente più piccoli – ma altrettanto significativi. Vediamoli insieme.

A cosa fare attenzione

  • Al packaging: se puoi, preferisci le confezioni di vetro (facilmente riutilizzabili), o quelle in carta, o ancora l’alluminio. Meglio ancora, compra sfuso.
    La plastica, che non è il male assoluto, in questi casi è sprecata. Quante volte vi è capitato di vedere al supermercato le stesse zucchine – magari fuori stagione – sfuse e imballate nelle confezioni? 
  • Alla tipologia di prodotto: ci sono prodotti – come il mio amato caffè – che sono ancora ben lontani dall’essere sostenibili. Il caffè ad esempio è causa di deforestazione (perché la richiesta continua ad aumentare e servono più terreni per la produzione), la sua produzione consuma un’enorme quantità di risorse e la maggior parte dei lavoratori delle piantagioni non è pagato in maniera adeguata.
  • All’origine del prodotto: ad esempio l’avocado. Il più delle volte queste prodotto proviene da oltreoceano, dall’America, e quindi compie un viaggio lunghissimo per arrivare sulle nostre tavole, aumentando così le emissioni di anidride carbonica. Dal 2013 però, hanno iniziato a coltivarlo anche in Sicilia: conoscete Sicilia Avocado?
  • A dove acquistiamo un prodotto. Ad esempio, se si tratta di frutta e verdura possiamo andare direttamente dal contadino piuttosto che acquistarli in un supermercato. Non sempre è facile passare dalla GDO al contadino, in primis per una questione di comodità: è più comodo e veloce comprare tutto nello stesso posto senza dover fare più giri. Il segreto in questo caso è uno: organizzarsi!

“Perché mangi vegetariano?”

Il fatto che ancora molte volte quando mi viene posta questa domanda, poi vengo guardata con grande stupore per la risposta, mi fa credere che se ne parli ancora troppo poco. Il più delle volte poi non è solo una domanda per me, ma una curiosità generale. “Perché mangiate vegetariano?”

Ognunə lo può fare per i motivi che crede, ma solitamente ci sono tre grandi ragioni per cui unə intraprende questa scelta di vita:

  1. Per l’ambiente 
  2. Per gli animali
  3. Per la salute

Non c’è una risposta giusta e una sbagliata: c’è quello che sentiamo più vicino a noi. L’importante è rispettare sempre le scelte altrui, anche se queste non ci sono particolarmente vicine.

“Hai mai sgarrato? E poi cosa succede?”

Ecco altri due classiconi. Spesso mi è stato chiesto se avessi mai sgarrato, se per sbaglio o per necessità avessi mai mangiato carne o pesce. Hai letto bene, per necessità, perché in alcune città o paesi ho trovato grandi difficoltà ad avere un pasto vegetariano: non oso immaginare se l’avessi chiesto vegano.

La verità è che può capitare, non per questo però mi colpevolizzo e torno a mangiare carne e pesce regolarmente. È successo, pace, andiamo avanti. Come tutti i percorsi, è difficile che sia sempre lineare… per me l’importante è ritrovare la via. Ritengo di aver capito cosa è giusto per me, ora, e quindi intendo restare fedele alle mie scelte: magari cambierò di nuovo rotta, spero solo di restare sempre fedele ai miei valori.

Parliamone

Grazie per essere arrivatə fin qui, ti ritrovi in quello che ho scritto? Se hai piacere condividi con me la tua esperienza o i tuoi dubbi, sarò felice di ascoltarti, marta@gentilmenta.com