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Perché anche quest’anno non comprerò con i saldi

Comprare di più e peggio

Così riassumerei gli acquisti che ero solita fare durante i saldi. Ogni anno – dopo i saldi invernali – aspettavo con ansia quelli estivi per comprare un sacco di vestiti (principalmente) di cui non avevo alcun bisogno. Non solo, la loro qualità era talmente pessima che spesso non superavano i 2 lavaggi e dovevo buttarli. Da persona super organizzata che sono, avevo anche una lista – “wishlist” – di quei capi che rientravano nella categoria “belli ma costano troppo”, che tradotto voleva dire “li acquisto con i saldi”. Puntualmente quindi tornavo a casa dal centro commerciale con sacchi di roba di cui non avevo alcun bisogno.

In mia “discolpa” posso dire oggi che era davvero impossibile riuscire a non comprare nulla: i prezzi – che solitamente erano già bassi – con i saldi lo erano ancora di più. C’erano pubblicità ovunque che mi “obbligavano” a comprare l’ultimo top dell’ultima collezione perché così sarei stata all”ultima moda, per di più a un costo irrisorio. Da ragazzina è davvero difficile riuscire a rinunciare a tutte queste occasioni. Me ne rendo conto.

Eppure, sempre oggi, mi chiedo se avessi saputo prima cosa c’era dietro a tutto quello quanto sarei riuscita a ignorarlo. Il passato è passato, non si può cambiare e non ha senso perdere troppo tempo a chiederci come sarebbe andata SE. La verità è che forse non sarebbe cambiato nulla, perché non puoi dire da un momento all’altro a una ragazzina di rinunciare ai saldi solo perché ci sono persone che vengono sfruttate dall’altra parte del mondo per permetterle di pagare quel top solo 5 euro.

Delle conseguenze della fast fashion ne ho già parlato ampiamente in questo articolo, ma è chiaro che i saldi sono una delle tante apoteosi di questo sistema.

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La mia esperienza con i saldi

Sono cresciuta con i saldi. Fin da bambina ho saputo cosa fossero e come potevo trarne vantaggio. Un’occasione imperdibile per avere più giochi, più vestiti, più accessori… un’occasione che se non avessi colto io sarebbe stata presa da qualcun’altr*. In quelle rare occasioni in cui non compravo molto – perché non c’era nulla che mi piacesse un minimo – mi sentivo in difetto: non avevo nulla di nuovo da sfoggiare. Come sarei sopravvissuta?

Comprare è sempre stata una valvola di sfogo, un’occasione per stare meglio. Non era andato molto bene un esame all’università? Facciamo un po’ di shopping che tanto passa tutto. Se ero insoddisfatta di qualcosa nella mia vita, un po’ di shopping poteva porre rimedio. Un rimedio che però era solo apparente e soprattutto temporaneo. Al momento dell’acquisto tenevo a bada per un po’ la mia insoddisfazione ma poi, puntualmente, tornava.

Da ragazzina, non avendo soldi miei o comunque avendone “pochi” – ottenuti grazie a qualche lavoretto come babysitter, cameriera o dando ripetizioni – non potevo permettermi di spendere molto, e i saldi mi facevano gola. “Poca spesa, tanta resa”. Non so quante volte mi sono lasciata abbagliare da questa frase.

Il cambiamento

In quello che definisco l’articolo zero, ho raccontato come mi sono avvicinata alla sostenibilità, i piccoli passi che ho fatto e che faccio tutt’ora, giorno dopo giorno. Il cambiamento sul modo in cui acquistavo è stato drastico e graduale al tempo stesso. Graduale perché mi sono presa del tempo per informarmi, per capire meglio cosa ci fosse dietro l’industria della moda di cui tante green influencer che seguivo denunciavano i retroscena. Ma una volta visto con i miei occhi perché un top costasse solo 5 euro, il cambiamento è stato drastico. Ho cancellato app, wishlist e non sono più andata nei centri commerciali a meno che non fosse davvero necessario.

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Il lato oscuro dei saldi

I saldi, nati nel lontano 1939, in epoca fascista, avvengono – principalmente – in due periodi dell’anno: dopo le feste natalizie e a inizio luglio. Il loro obiettivo primario è quello di vendere quanto è rimasto invenduto dalle collezioni precedenti per far sì che ci sia “spazio” per il nuovo. Per far sì che questi siano comunque appetibili al pubblico di consumatori, i prezzi sono ribassati.

Ma cosa succede davvero in questi momenti? Lo riassumerei in 2 parole: acquisti compulsivi.

In tutto il mondo, milioni di persone aspettano con ansia questi sconti per dar fondo ai loro portafogli, solo per tornare a casa con “occasioni imperdibili”.

Il problema dei saldi è alla base: produciamo troppo. Troppi vestiti, troppi oggetti: tutte cose che puntualmente non sappiamo come smaltire. La verità è che non bastano nemmeno i saldi per vendere tutti i capi invenduti della stagione. Questo perché, ad esempio se parliamo di moda, la fast fashion produce fino a 52 collezioni all’anno. Non solo produciamo troppo, ma produciamo anche male: il più delle volte per realizzare i capi vengono scelte materie prime che difficilmente saranno smaltite correttamente senza recare danni all’ambiente. E per produrre questi capi utilizziamo una quantità di risorse impressionante.

Il sistema di base della fast fashion non è sostenibile: per l’ambiente e per le persone.

Oltre a questo aspetto però, durante i saldi c’è un’altra componente “oscura”: la pubblicità. Siamo sempre bombardati dalla pubblicità, online e offline. Apriamo Instagram e compare una pubblicità (mille in realtà). Apriamo Google e compare una pubblicità. Andiamo in banca e per strada ci sono ancora i cartelloni pubblicitari, solo che magari anziché essere stampati oggi sono su grandi schermi. Siamo costantemente spinti all’acquisto: l’ultimo modello, la novità, la tendenza. Ma durante i saldi questa “pressione pubblicitaria” raggiunge livelli ancora più elevati. E se non compri qualcosa probabilmente finisci anche vittima della “pressione sociale”.

Non è un caso che quando si parla dei saldi – e se ne parla sempre e tantissimo, anche troppo – si parla molto spesso di acquisti compulsivi.

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Come evitare acquisti inutili?

  • Ti serve davvero qualcosa? Fai una lista ragionata di quello che vorresti comprare e chiediti: Mi serve davvero? Posso trovarlo di seconda mano? Se non posso, qual è l’opzione più sostenibile?
  • Evita i centri commerciali o i negozi a meno che tu non abbia davvero bisogno di qualcosa.
  • Guarda il documentario The True Cost, per scoprire qual è il reale impatto della moda.
  • Sei curios* di sapere qualche numero della fast fashion per capire quanto impatta? Leggi qui.
  • Qualche dato dell’industria tessile in generale qui.
  • Il legame tra industria della moda e combustibili fossili qui.
  • Leggi questo articolo per scoprire il lato oscuro della fast fashion.

Parliamone

E tu? Sapevi già il lato oscuro dei saldi?

Ti aspetto su marta@gentilmenta.com

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