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(Dis)ordine visivo e sostenibilità

Esiste una connessione?

Cos’è il disordine visivo

Cominciamo dalle basi. Mi è capitato spesso di sentir parlare o leggere del cosiddetto “disordine visivo”, ovvero del caos che vediamo (e creiamo) quotidianamente, a casa, in un ufficio, o in qualsiasi ambiente noi stiamo. Tutto ciò che viene abbandonato a se stesso e non ha un posto finisce per generare in fretta disordine visivo.

Se penso a casa mia capita spesso con: gli oggetti dimenticati sulla credenza all’ingresso, quelli dimenticati sul tavolo (in sala e in cucina), ma anche i vestiti sulla lavatrice o sulla sedia. Può essere davvero qualunque oggetto: dal letto non rifatto, ai documenti lasciati in giro, i vestiti ammucchiati, troppe scarpe sull’uscio.
E ti anticipo che il segreto per ridurlo non è chiudere tutto nei cassetti o dentro gli armadi 🙂

Gli svantaggi del disordine visivo

Ovviamente non c’è nessun vantaggio dal disordine visivo (se tu ne trovi qualcuno ti prego fammelo sapere), ma solo svantaggi. Non si parla solo di banale disordine, infatti spesso ci capita di riordinare quei documenti sparsi per casa o quegli oggetti accumulati sulla dispensa ma dopo poche ore o al massimo qualche giorno tornare esattamente al punto di partenza. Partiamo dal presupposto che ogni singolo oggetto, anche il più piccolo, deve avere un suo posto e deve essere quello.

Ammetto che io con alcune cose faccio ancora fatica: ad esempio con gli integratori che prendo al mattino – ogni mattina sono in un punto diverso della cucina, oppure con i cavi del telefono, che sono sempre sparsi per casa o nelle borse, o in macchina o – prima – in ufficio.

Pensavo che la soluzione per questo problema – i cavi del telefono – fosse comprare più cavi: uno da lasciare in ufficio, uno da lasciare in macchina, uno da tenere in casa, uno di scorta. Morale? Sono riuscita comunque a perderli. Questo perché in realtà non ne avevo molta cura e soprattutto non avevano un loro posto. Quindi non solo avevo gli spazi in disordine ma avevo comprato anche inutilmente 4 cavi del telefono.

Il disordine ci distrae

C’è chi dice che serve fare ordine intorno a noi per avere ordine dentro di noi: in parte mi trovo d’accordo. Se ho la casa troppo in disordine finisco per sentirmi sopraffatta: un conto è il tavolo da lavoro (personalmente mi piace averlo abbastanza in ordine ma capisco il “caos da artista”), ma avere tutta la casa a soqquadro stanca sia gli occhi che la mente in quanto siamo costantemente esposti a distrazioni. Sì, ogni oggetto attorno a noi è fonte di distrazione, ecco perché dovrebbero essere il più possibile armoniosi.

Lo sai che anche i colori ci influenzano? Dicono che per un ambiente rilassante sia meglio optare per colori neutri o comunque tenui: è raro trovare camere da letto con muri rossi accesi o neri (capita, ognuno ha il suo gusto personale, ma dal punto di vista degli occhi e della mente è stancante). Per questo è possibile applicare anche l’armocromia al design della nostra casa, per far sì che sia tutto in equilibrio e funzionale.

Esiste quindi una connessione con la sostenibilità?

La risposta è proprio nei cavi del telefono. Piuttosto che trovargli un posto che sia sempre quello, ho optato per comprarne in più. Spesso troviamo infatti la risposta al nostro disordine visivo nell’acquisto: e non parlo solo dei classici contenitori che sicuramente tutti abbiamo comprato nel tentativo di avere la casa o l’ufficio più in ordine (grazie Marie Kondo). Il problema alla base infatti è che possediamo troppo: accumuliamo oggetti senza nemmeno rendercene conto. Il risultato? Il nostro armadio o addirittura casa nostra diventa troppo piccola per ospitare le nostre cose.

disordine visivo

Cosa possiamo fare?

Leggendo diversi articoli e guardando video su Youtube (la mia nuova passione) ho trovato ottimi spunti per ridurre il disordine visivo: ti consiglio questo video di Irina se ti interessano i consigli pratici. Ti invito però a prenderti un momento e a passare in rassegna, mentalmente o visivamente, casa tua.

Non ti chiedo quanto è ordinata ma quanti oggetti ci sono in giro che non sapresti dove mettere. Parti proprio da quelli e chiediti se ti servono davvero, che valore o utilità portano alla tua vita? Ci sono oggetti che hai comprato senza averne davvero bisogno? A me di certo non servivano 4 cavetti per il telefono, me ne bastava uno da trattare con più cura.

Credo che il punto di partenza per ridurre il disordine visivo della nostra casa sia un bel decluttering (in questo articolo ti racconto meglio cosa intendo) e soprattutto penso sia necessario farlo, come sempre, con la giusta consapevolezza. Nella mia fase Marie Kondo ho preso una quantità inutile di barattoli per riorganizzare la dispensa: ho dovuto regalarli perché erano davvero troppi.

È giusto trovare una quadra per avere gli spazi in ordine (anche ricorrendo a qualche scatola o contenitore se necessario): ma prima di comprare qualsiasi cosa in più chiediamoci quanto ci serve e se non possiamo trovare una soluzione alternativa senza dover comprare un oggetto in più.

Parliamone

E tu? Quanto ne sapevi del disordine visivo?

Ti aspetto su: marta@gentilmenta.com