CAMBIARE FA BENE.

Ho sempre pensato che il cambiamento mi spaventasse, ma negli anni mi sono accorta che non facevo altro che cercarlo. Che si trattasse di un cambio colore dei capelli o di un cambio città, o di un cambio di lavoro… questi, e molti altri, sono sempre stati per me fonte di paura ma anche il carburante che mi stimolava a crescere ed evolvere, e senza il quale non potevo stare.

Il cambiamento è l’unica costante nelle nostre vite, e solo chi lo accetta riesce a vivere appieno. Ma perché sono qui a parlarti di cambiamenti? Forse non lo sai, ma Gentilmenta prima non era niente di tutto questo.

DALLA SOSTENIBILITÀ AL CUCITO

Gentilmenta nasce nel 2022 come blog dedicato alla sostenibilità, precisamente alla sostenibilità quotidiana, ovvero a tutto ciò che chiunque poteva fare fin da subito per iniziare ad avere uno stile di vita più sostenibile. Sì, perché spesso ci dimentichiamo che non servono grandi rivoluzioni, ma piccoli gesti che sanciscano l’inizio di una nuova abitudine.

Dopo appena un anno però, complice un master in Sviluppo Sostenibile e Cambiamenti Climatici, questa realtà – così come l’avevo creata – ha cominciato a starmi un po’ stretta: mi piaceva scrivere, ma volevo andare più in profondità. Da quando sono diventata freelance mi sono ripromessa di investire almeno in un corso all’anno per la mia formazione. Avevo bisogno – e voglia – di studiare ancora, di saperne di più.

Così mi sono iscritta a un corso di giornalismo d’inchiesta ambientale e ho iniziato a collaborare con nuove testate, scrivendo sempre di sostenibilità. Tra il mio lavoro come social media manager e quello di copywriter e aspirante giornalista, la mia vita era h24 al pc, sui social, sulle testate online, e per quanto mi appassionasse la sostenibilità, il mondo digitale era diventato una gabbia

La prima macchina da cucire non si scorda mai

Sempre nel 2022, convinta di volermi fare da sola i vestiti per contrastare la fast fashion, mi sono decisa ad acquistare una macchina da cucire: una singer praticamente nuova, in realtà usata, a un prezzo davvero accessibile. Poi come capita spesso, passato l’entusiasmo iniziale, è rimasta in un angolo: ho fatto una fatica immensa per capire come infilare la macchina da cucire e una volta capito, e provato a fare i primi punti, ho perso interesse. O meglio, ho pensato che fosse una cosa troppo difficile per me, troppo impegnativa, e molto lontana dalle mie corde. 

Poi a fine 2024, satura di tutto ciò che era online, ero alla ricerca di un hobby manuale, che mi impiegasse non solo il tempo libero, ma anche la testa. Mi sono ricordata della mia singer nell’armadio e così l’ho ripresa in mano: non nascondo che la fatica è stata tanta, fin dall’inizio. 

Coltivare l’arte della pazienza

Non mi ricordavo le poche cose che avevo imparato e non ne sapevo tante altre, eppure non ho pensato nemmeno per un istante di mollare. Piano piano, con tanta pazienza, mi sono messa al tavolo con la mia macchina da cucire (e mia suocera) e ho ricominciato tutto daccapo, da autodidatta (perché l’idea di passare altro tempo a guardare video online non era un’opzione).

Ho cucito, ricucito, scucito, fatto mille tentativi, e anche se il risultato finale era terribile, era comunque meglio di quello fatto il giorno prima.
Siete mai stati felici di una cosa che avete realizzato anche se oggettivamente ed esteticamente imperfetta (e magari anche un po’ bruttina)? Io sì.

A partire dalle tende di casa, fatte tutte da me, una a una (alcune cucite al rovescio ma a quanto pare nessuno se ne accorge), alle prime tovagliette della colazione, ai paraspifferi. A furia di provare e riprovare il risultato era sempre meglio del precedente: tant’è che alla fine le tovagliette della colazione sono diventate regali di Natale per famiglia e amici. E ne vado anche abbastanza fiera.

Un nuovo cambiamento nell’aria

A inizio 2025, di nuovo, ho sentito il bisogno di un cambiamento. Da quando mi sono licenziata come dipendente dall’ultima agenzia di comunicazione per cui ho lavorato, a quando ho aperto partita iva (ormai più di 3 anni fa), il cambiamento ha smesso di farmi davvero paura. Il problema quindi non era più cambiare, ma capire quanta importanza avesse un determinato cambiamento nella mia vita.

Scrivere era diventato il mio lavoro e il mio hobby. Sentivo di dover fare da cassa di risonanza al cambiamento climatico e di dovermi attivare per trovare delle soluzioni – meglio se concrete. Era diventato tutto un dovere, e del piacere era rimasto poco. Perché prevaleva sempre l’urgenza di consegnare un pezzo, l’urgenza di raccontare una storia, l’urgenza di stare in determinati binari.

Ma più di tutto, mi pesava che che anche il mio hobby mi portasse a stare al pc nel tempo libero.

Cucire come forma di meditazione

Ho ricominciato così a cucire: senza pretese, senza doveri, senza un obiettivo, senza uno schema. Lo facevo solo perché mi rilassava, mi aiutava a staccare la testa, mi faceva stare bene – e mi piaceva un sacco vedere tutti i piccolissimi miglioramenti che facevo. E ovviamente mi teneva lontano dagli schermi.

Ma la sostenibilità è un po’ come Baby, non puoi metterla in un angolo, e lei infatti è tornata a farsi strada dentro di me. Ho capito solo dopo tanto tempo quello che scrivevo da anni: non esiste un modo per essere sostenibili, ce ne sono tanti, e ognuno di noi deve avere il coraggio di trovare il suo. Non è uguale per tutti e nel tempo può cambiare. 

LA SOSTENIBILITÀ TORNA SEMPRE

Se da un lato il cucito è diventato piano piano un’esigenza, dall’altro volevo assolutamente trovare un modo per renderlo sostenibile, riducendo al minimo gli sprechi. Parallelamente però, quest’anno, ho sentito anche il bisogno di riscoprire  la leggerezza, la gioia e una sana condivisione (che andasse ben oltre gli schermi). 

Sono andata avanti a cucire, giorno dopo giorno, e i puntini hanno cominciato ad unirsi quasi per magia da soli. È nata così la folle idea di creare decorazioni per le feste, che fossero però riutilizzabili (bye bye usa e getta), meglio ancora se non solo per altre feste, ma per tutti i giorni. 

Sono cresciuta aspettando un’occasione speciale per mettere quel vestito, per tirare fuori il servizio buono, per andare nel posto del cuore… Ma se una cosa è bella e ci fa stare bene, perché dovremmo aspettare le grandi occasioni? Non è forse meglio trovare il modo per rendere ogni giorno speciale? E per chi sta pensando che poi perde di valore, a voi dico: provateci. Io l’ho fatto e non tornerei più indietro.

PERCHÈ LO FAI?

Per celebrare non solo i momenti, ma anche la felicità di viverli insieme.

In un mondo dove tutti sono sempre più devoti all’ostentazione, io scelgo l’intimità. Ci siamo dimenticati di cosa significa davvero fare festa: stare insieme alle persone che amiamo e che ci amano, senza dover dimostrare nulla, semplicemente per la gioia di stare insieme.

Condividere significa “dividere, spartire insieme con altri”, non pubblicare un contenuto sui social. La condivisione autentica è qualcosa di incredibilmente bello, potente, speciale. 

Ad avere una gallery sul telefono infinita, di foto che non troveremo mai il tempo di riguardare, preferisco averne poche, spettinate, dove si ride sguaiatamente piuttosto che in posa, e gli occhi che parlano da soli.

A guidarmi in questa folle impresa, come se non fosse già abbastanza, c’è una bussola molto esigente: la sostenibilità. Se da un lato voglio far riscoprire la gioia dei festeggiamenti autentici e sinceri, dall’altra voglio farlo a modo mio, in ottica green. Riusando, reinventando, riciclando. Obiettivo zero sprechi. Ambizioso? Sicuramente sì, ma altrimenti che gusto c’è?

La sostenibilità però non può essere un lusso: deve essere accessibile. È una scelta che richiede tempo e pazienza, ma è l’unica che a lungo termine può ricompensarci.

NEL MONDO CHE VORREI

Voglio far riscoprire un modo di festeggiare più intimo, consapevole e autentico: fatto di cose belle, pensate per durare. Mi piace pensare che una decorazione possa portare gioia nei giorni speciali e poi accompagnarci ogni giorno, ricordandoci che non servono grandi occasioni per essere felici. E vorrei che tutto questo fosse alla portata di tutte le famiglie. 

Mi piace essere al fianco delle persone per pianificare la loro festa perfetta: dalle decorazioni  all’organizzazione vera e propria, in base alle proprie esigenze.